Nicola Donda
Ceo & Communication Strategist di Aipem
L’AI generativa ha cambiato il modo in cui i brand possono creare contenuti visivi. Oggi è possibile sviluppare concept, immagini e video in tempi più rapidi, creare numerose varianti creative e visualizzare idee che, con una produzione tradizionale, richiederebbero set, location e budget importanti.
Ma c’è una differenza fondamentale tra generare un contenuto con l’intelligenza artificiale e creare un contenuto che funziona davvero per un brand.
La vera domanda, quindi, non è se le aziende debbano usare l’AI, ma quando e come l’AI generativa può creare valore per un brand.
I contenuti visivi generati con l’AI sono particolarmente utili quando servono velocità, flessibilità, sperimentazione e possibilità di creare molte varianti.
Per un’azienda, immagini e video generati con l’intelligenza artificiale possono essere utilizzati, per esempio, per:
In questi casi, l’AI generativa può accelerare il processo creativo, ridurre alcuni costi di produzione e permettere di esplorare più direzioni prima di arrivare al risultato finale.
I principali vantaggi sono velocità, flessibilità e possibilità creative. Lo stesso concept può essere adattato a formati e canali differenti.
Il vantaggio è prendere decisioni creative migliori prima della produzione.
L’AI non elimina però la necessità di controllo umano: gli output possono contenere errori, dettagli incoerenti o risultati poco coerenti con il brand. Esiste inoltre un rischio di omologazione: se tutti usano gli stessi strumenti e linguaggi visivi, non basta creare un’immagine bella. Bisogna creare un’immagine riconoscibile.
Pensare che basti un buon prompt per ottenere il risultato perfetto è un errore comune. La qualità dipende dalla capacità di leggere il brand, definire un concept e correggere gli output.
L’AI esegue, ma qualcuno deve sapere cosa farle fare.
Un contenuto AI deve avere una funzione precisa nella strategia ed essere coerente con identità e posizionamento del brand.
L’utilizzo dell’AI nella comunicazione introduce anche un tema di trasparenza e conformità normativa.
Dal 2 agosto 2026 sono applicabili gli obblighi di trasparenza dell’AI Act europeo per determinate categorie di sistemi e contenuti generati o manipolati con l’AI. Gli obblighi variano in base al sistema, al contenuto e al suo utilizzo e possono riguardare marcatura, rilevabilità e specifiche informazioni, anche per alcuni deepfake.
Questo significa che le aziende devono iniziare a considerare anche come il contenuto viene utilizzato, quali obblighi si applicano e quando è necessario rendere trasparente l’origine o la manipolazione del contenuto.
Sì, quando rispondono a un obiettivo preciso e sono inseriti in una strategia di comunicazione. L’AI generativa può aiutare ad accelerare la produzione, testare concept, creare varianti e adattare contenuti a diversi canali. Il valore non sta nella quantità, ma nel sapere cosa generare, perché farlo, come valutarlo e dove utilizzarlo.
È da questo approccio nasce AI_DIRECTION, il nostro servizio per integrare l’AI nei processi creativi e di comunicazione dei brand. Partiamo da obiettivi, identità e posizionamento per definire il concept e costruire contenuti AI coerenti, riconoscibili e pensati per i diversi canali.
Perché il punto non è semplicemente creare un’immagine con l’AI, ma capire quale immagine serve al brand, perché serve e come trasformarla in comunicazione.
Vuoi capire come applicare l’AI alla comunicazione del tuo brand? Contattaci.