sostenibilità e innovazione: possibili con la comunicazione

Enrico Sticotti

 

Enrico Sticotti  

CSR manager di Aipem

Sostenibilità e innovazione: possibili con la comunicazione.

Sostenibilità e innovazione sono due elementi legati in modo inscindibile alla futura ripresa dell’economia nazionale. La loro influenza coinvolge anche il panorama locale. Tutte e due hanno un veicolo comune per traslare verso i loro obiettivi, ed è la comunicazione. Una comunicazione trasformata però: non solo fattore di aumento della visibilità ma vero e proprio strumento per cogliere gli obiettivi di business e di sviluppo commerciale.

Partiamo dallo sforzo che le imprese devono fare per trasformarsi in imprese innovative e sostenibili. Questa è di certo una delle principali missioni anche per le aziende del Friuli Venezia Giulia e del Nordest.

Infatti, ricordiamo che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha delineato un progetto complessivo articolato in sei assi mettendo al primo posto la missione denominata “Rivoluzione verde e transizione ecologica”.

A seguire le missioni relative a “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”, “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”; “Istruzione e ricerca”; “Inclusione e coesione” e “Salute”.

Ripensare il sistema delle imprese in chiave sostenibile.  

Come si può capire il cappello della rivoluzione verde e della transizione ecologica è talmente ampio e strutturale da articolarsi con ognuna delle altre cinque missioni. Mobilità sostenibile, digitalizzazione e innovazione, istruzione e ricerca, inclusione sociale e salute possono, infatti, avere tutte connessioni dirette o laterali con la sostenibilità. 

La principale missione è quindi ripensare il sistema delle imprese in chiave sostenibile e innovativa, pianificando come trasformare ogni segmento dell’economia in un generatore di opportunità per la transizione ecologica. 

Transizione che quindi è anche un’opportunità di sviluppo economico per quanto riuscirà a muovere in un indotto vastissimo.

Costruire una nuova società e un modello circolare di sostenibilità.

Infatti non si tratta solo di adeguarsi a norme esistenti per raggiungere i livelli stabiliti dall’Europa e dalla comunità internazionale per inquinare di meno.

Non parliamo di obiettivi di facciata, ma di una vera e proprio rivoluzione del vivere e del fare che riguarda ogni soggetto sociale, privato o pubblico, dalle imprese di qualsiasi dimensione al terzo settore. 

Quello che ci viene chiesto è di rivedere completamente i modelli e i processi produttivi.

Il modello circolare della sostenibilità deve essere effettivamente e concretamente condiviso e interiorizzato da tutte le componenti del processo produttivo: dall’ideazione alla commercializzazione del prodotto finito, comprendendo packaging, logistica e successivo smaltimento o riutilizzo/recupero.

Ci aspetta il compito di costruire una nuova società nella quale il rispetto della materia prima e la consapevolezza del suo utilizzo sia immerso in una visione progettuale chiara e sempre volta al risparmio e alla preservazione del patrimonio naturale.

Da questo disegno nessuno può sentirsi estraneo o escluso. Al contrario deve dare il suo contributo comunicando e condividendo con tutti il suo percorso mirando a degli obiettivi globali e di sistema.

Il ruolo centrale della comunicazione.  

Come appena anticipato, in tutto questo la comunicazione gioca un ruolo centrale e indispensabile: presentare, comunicare, condividere modelli e finalità a tutti e con tutti i soggetti in campo, dalla singola persona alle imprese passando dalle comunità, è l’unico modo per vincere questa sfida epocale.

La comunicazione diventa l’elemento propulsore dello sviluppo delle azioni di supporto alla sostenibilità ambientale. 

Ma non solo: essa può può rappresentare un fattore propulsivo per lo sviluppo del business aziendale, indirizzando, attraverso la digitalizzazione dei canali, l’ingresso in nuove nicchie di mercato addirittura spendendo meno tempo e investendo meno denaro. 

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Il ruolo fondamentale della comunicazione.  

Quindi senza una comunicazione efficace, creativa, persuasiva, professionale e innovativa non riusciremo a raggiungere gli obiettivi.

Senza di essa a supporto dei nuovi modelli di imprenditoria sostenibile non ci sarà neppure lo sviluppo del business perché la nuova realtà che abbiamo davanti ha adottato modalità di crescita intimamente legate con la comunicazione digitale, l’unica capace di leggere e interpretare le nuove forme che il mercato ha assunto.

È per questo che anche i piani e gli strumenti previsti dalle istituzioni prevedono un ruolo fondamentale per la comunicazione inserendola come collante comune in ogni azione programmata.

In un recente convegno su questi temi il ministro Enrico Giovannini ha dichiarato che: “il PNRR non è solo una lista di interventi e non è l’unico strumento che abbiamo a disposizione per i prossimi anni. Ci sono i Fondi europei ordinari 2021-2027, c’è il Fondo per la coesione e ci sono altri fondi nazionali. Su tutti questi si devono applicare gli stessi principi di sostenibilità, si deve operare in sinergia nell’utilizzo di tutte le risorse disponibili, in un quadro complessivo e con uno sforzo sistemico che porti a considerare nuovi criteri di valutazione di impatto delle politiche, che comprendano criteri economici, sociali e ambientali”.

Adottare una nuova mentalità.

È un chiaro appello ad adottare una nuova mentalità globale, sostenibile e interconnessa, che ci sostenga nello sforzo di ammodernamento del Paese e delle sue forze produttive.  

Che cosa possono fare le aziende in tutto questo? Per prima cosa entrare consapevolmente e attivamente all’interno di un progetto di economia circolare integrandosi con i processi globali di progettualità sostenibile.

Le indicazioni che arrivano dalle istituzioni puntano a stimolare nelle aziende un atteggiamento aperto e innovativo, comunicativo verso tutti gli stakeholders interni ed esterni.

Ruolo chiave dell’industria.

L’attività imprenditoriale oggi non può prescindere dalla tutela dellambiente. Le scelte verdi”, già adottate dalle grandi aziende e sostenute dalle indicazioni governative, stanno infatti condizionando a cascata tutta la catena dei fornitori.

È innegabile che il ruolo chiave in questa partita lo giochi lindustria, il manifatturiero, il cui impegno e la cui transizione ecologica è fondamentale per salvare davvero lambiente. 

Un manifatturiero che va inteso nella sua estensione più completa, ovvero dalle migliaia e migliaia di PMI, vera fonte energetica dello sviluppo, oltre che dalle grandi imprese.

Per tutti, PMI e grandi imprese, restare al di fuori di questo nuovo trend, significa rischiare di essere tagliati fuori dalle filiere.

Intraprendere è fare sostenibilità.

Anche in Italia vale la formula “gli ESG (obiettivi di sostenibilità ambientale) sono entrati nell’equazione di business”.

Intraprendere oggi significa necessariamente fare sostenibilità. Ovvero disegnare e comunicare, come abbiamo detto più sopra, la propria idea di business partendo dal confronto con una matrice di sostenibilità globale che permetta all’impresa di essere competitiva in un mercato sempre più verde.

Pensare il ciclo del prodotto in modo globale e consapevole: dal reperimento di materie prime certificate, passando da una progettazione accurata della logistica, del packaging e della comunicazione, fino al destino post-vita di ogni sua singola componente.

Sostenibilità, innovazione, comunicazione: asset per la crescita.

Se concepito in questo modo il prodotto si trasforma nel testimonial dell’impegno ambientale dell’azienda, diventando un reale volano di crescita, perché innesca una circolarità positiva fra riconoscimento del suo posizionamento, crescita dell’autorevolezza del brand, condivisione dei valori aziendali da esso veicolati.

Ecco perché in questo ampio e articolato processo la comunicazione rappresenta un vero asset competitivo. Essa è fondamentale per far comprendere di quanto e come si differenzi la propria azienda e i suoi prodotti rispetto agli altri marchi presenti sul mercato. In questo non solo genera valore immateriale ma sostiene i processi di vendita e di consolidamento della reputazione.

Non mancano esempi eclatanti di aziende trasformatesi in poche decine d’anni da PMI a multinazionali cavalcando la comunicazione sul proprio progetto di sostenibilità ambientale.

Fra questi c’è Ikea, marchio ormai conosciuto e riconosciuto da tutti, che in poco più di settant’anni si è trasformata da negozio di paese in una realtà che, oltre a vendere un catalogo sterminato di prodotti è diventata anche un promotore planetario di cultura della sostenibilitàI prodotti Ikea parlano di scelte sostenibili nelle case di chi li acquista, identificano la loro sensibilità ambientale, il loro pensiero laterale rivolto alla salute del pianeta e al rispetto della natura.

Questo è solo un facile esempio per capire che la sostenibilità e la sua comunicazione sono oggi asset strategici per l’affermazione di un’azienda e dei suoi prodotti.

Le aziende, tutte, oggi hanno una delle occasioni più importanti per dare una svolta al loro modello di business indirizzandosi verso orizzonti molto lunghi e remunerativi. In questo contesto possono ristrutturare i loro livelli di competitività partendo dai modelli di sostenibilità che hanno o intendono adottare, e dai progetti di comunicazione che utilizzeranno per comunicare le loro scelte.

In questo programma globale di rinnovamento del fare e dell’essere impresa c’è tutto il senso del perché sostenibilità e innovazione, uniti alla comunicazione, sono asset imprescindibili per sostenere la crescita

Essere sostenibili, fare sostenibilità attiva e comunicarlo professionalmente e adeguatamente, è un’occasione di sviluppo che può trascinare le imprese, e con loro l’intero Paese, verso una nuova epoca di importante sviluppo.

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