LA GENTILEZZA: UN ASSET AZIENDale

Paolo Molinaro

 

Paolo Molinaro 

Ceo di Aipem

Vedere il mondo con gli occhi degli altri.

La gentilezza: un asset aziendale? Nel mezzo della tempesta perfetta fatta di timori per quanto accaduto, preoccupazioni per quanto potrebbe ripresentarsi e contingenze economiche e sociali tutt’altro che rassicuranti, un’affermazione del genere potrebbe sembrare incomprensibile se non addirittura inopportuna.

Ma ci viene in aiuto un’affermazione, pronunciata a suo tempo dal presidente degli Stati Uniti Barak Obama che ci restituisce la giusta motivazione: “per uscire dalla crisi bisogna cominciare a vedere il mondo con gli occhi degli altri”.

L’altro non è il mio antagonista.

A supporto di questa frase cito una riflessione della psicologa Cristina Milani, intervistata dal Corriere della Sera: “Stiamo seguendo da troppo tempo un paradigma basato sull’individualismo per il quale l’altro è il mio antagonista. Ma l’individualismo non funziona. Tutto ciò che ha prodotto si sta sgretolando. Il paradigma del futuro deve essere quello della gentilezza, della connessione, della positività, dell’altruismo”.

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In Svizzera e in Italia la dottoressa Milani è ambasciatrice del concetto di leadership gentile. Ed è convinta che “tante persone, durante il Covid, si siano rese conto che il modello di vita che abbiamo seguito negli ultimi decenni sia arido. Sono molte di più le persone che hanno fatto un balzo in avanti nel percorso verso la solidarietà, l’altruismo, la connessione”. Ecco allora che iniziamo a capire perché  la gentilezza è un asset aziendale.

Aprirsi al dono.

Condividendo empaticamente il nuovo paradigma annunciato dalla dottoressa Milani, anch’io credo che il nostro futuro imprenditoriale e lavorativo possa trovare maggiore soddisfazione nell’aprirsi all’attenzione, alla solidarietà, al dono.

Con Aipem ormai da un lustro stiamo offrendo i nostri servizi ad alcune realtà del volontariato chiedendo di essere ricompensati semplicemente con un “grazie”. Si tratta di un’iniziativa sistematica, aperta e inclusiva che abbiamo voluto chiamare “SoloGrazie”. 

Un’iniziativa che ha donato nuova immagine e incisività alle attività di fondazioni a supporto dell’autismo, associazioni di donatori, onlus, realtà del volontariato sociale, Caritas, ecc.

 

SoloGrazie ci ha restituito una grande visibilità nel mondo del Terzo settore che ci ha resti orgogliosi. E ha contribuito a posizionarci in modo originale in questo settore ma anche nel mondo economico.

Coinvolgere, includere, motivare.

Perché parlarne? Non certo per vantarsi. Ma per coinvolgere, includere, motivare altri a fare lo stesso. Per rispetto e dovere sociale. Le realtà del volontariato pervadono la società. Con la loro opera fanno la differenza in un progetto vero di sussidiarietà ancora poco valorizzato dalle istituzioni e non abbastanza conosciuto dalla popolazione. Chiedere ad altri di aderire a una campagna pensata per aiutare chi fa del bene diventa essa stessa un’opera di solidarietà a conferma del proprio impegno civile.

Quasi 170 mila volontari in Friuli Venezia Giulia.

Nella nostra piccola regione nel 2018 sono state censite 10.495 istituzioni no profit. Realtà che offrono lavoro a oltre 18mila dipendenti. In Friuli Venezia Giulia  animano e si impegnano nelle tantissime istituzioni no profit quasi 170mila volontari, quasi il 14% della popolazione totale. Dal 2011 al 2018 le adesioni al volontariato sono aumentate del +43%, dando vita a 1.251 organizzazioni di volontariato e 856 associazioni di promozione sociale.

Tutte queste realtà hanno bisogno di sostegno per portare a termine i loro obiettivi che sono sempre di carattere solidaristico. Arrivano dove le istituzioni non possono arrivare: nelle famiglie, accanto ai malati, si prendono cura della formazione dei ragazzi, mostrano una dimensione della società più bella, sorridente, solidale. Ma, in particolare, dimostrano un’innata capacità di fare rete: questo è il fondamento di un’economia basata sulla generosità.

Come in questi giorni si sta discute a Padova Capitale del Volontariato: la generosità è un motore dell’impresa perché attraverso di essa si creano legami, relazioni, reti. E questo sposta l’asse dell’economia verso l’uomo, sottraendolo alle retoriche del management.

L’esempio del 5×1000

A proposito di economia: come si sostengono queste realtà? Il 5×1000 è uno dei loro pilastri di finanziamento, ma in Friuli Venezia Giulia questa possibilità di offrire sostegno a chi fa del bene sociale è ancora, purtroppo, poco sfruttata.

Dal 2006 a livello nazionale il 5×1000 ha dato supporto a realtà del volontariato e terzo settore raccogliendo quasi 4 miliardi di euro. Solo l’1,83% però è arrivato nella nostra regione, mettendo un luce un parziale e discontinuo sfruttamento delle potenzialità di questo istituto che invece, se concepito come strumento sistemico, potrebbe diventare anche volano di consolidamento del legame sociale.

Aipem, nell’ambito del suo progetto di CSR SoloGrazie, ha contribuito con i suoi strumenti e la sua creatività a migliorare questa situazione, mettendosi a disposizione di molte realtà del terzo settore per rafforzare la loro comunicazione in riferimento alla richiesta del 5×1000.

Contribuire tutti si può

Questo è il nostro modo per dire che tutti possiamo contribuire a sostenere quella straordinaria realtà del terzo settore che è anche un grande regolatore della stabilità sociale nazionale. E che accanto al terzo settore ogni azienda, che capisca che la gentilezza è un asset, potrà migliorarsi.

 

Concludendo

Riprendendo l’affermazione di Obama con la quale abbiamo iniziato questa riflessione, cioè di incominciare a vedere il mondo con gli occhi degli altri, sono convinto che il modo più gratificante per uscire dalla crisi causata dalle misura anti Covid sia quello di mettere a disposizione le proprie competenze e conoscenze per la crescita degli altri. E questo anche per contribuire a dare luce ad un mondo che ne ha tanto bisogno e che, in modo sotterraneo, silenzioso e generoso, rende la vita migliore a tantissime persone attorno a noi.   Non è solo questione di soddisfazione personale: il proprio impegno fa germogliare anche una nuova visione del mondo, fatta di gentilezza, altruismo, solidarietà, nel quale anche gli affari avranno un nuovo modo di presentarsi e di essere.

Ognuno può fare qualcosa

Nell’era che sta nascendo dopo il Covid, durante il quale abbiamo imparato a riconoscere valori la cui visibilità era stata appannata dalla frenesia contemporanea, c’è bisogno di maggiore attenzione alla solidarietà, al volontariato, alla sussidiarietà

Ognuno può fare qualcosa. Noi abbiamo deciso di mettere a disposizione le nostre conoscenze e competenze per fare in modo che chi fa del bene riesca a comunicare meglio il proprio impegno e gli straordinari risultati che ottiene per tutti noi. 

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